PERCEZIONE E IMMAGINE
“L’ABITO NON FA IL MONACO… OPPURE LO FA?”
È un modo di dire dal significato assolutamente intuitivo che tende a sottolineare come si debba diffidare delle apparenze perché spesso ingannano: le cose più importanti per conoscere davvero una persona non sono solo le parole, né gli atteggiamenti esteriori.
Infatti, ci hanno detto e, a volte, anche insegnato che badare all’aspetto esteriore è segno solamente di superficialità.
Ma le apparenze non sempre ingannano. Il nostro aspetto dice tanto di noi, a volte più di quello che potremmo sospettare.
E allora possiamo davvero giudicare la personalità di una persona dall’aspetto esteriore? Sembrerebbe di sì.
L’abbigliamento, all’interno di una interazione sociale che avviene in un determinato contesto, può esercitare un ruolo di definizione della categoria sociale di appartenenza: comunica alcune informazioni sull’individuo, che lo si voglia o no, che se ne sia consapevoli o meno.
Paul Watzlawick, direttore del Mental Research Institute di Palo Alto in California, nel primo assioma della comunicazione umana afferma che, comunque ci si sforzi, non si può non comunicare.
Immaginiamo, per esempio, un potenziale cliente che si imbatte per la prima volta in assoluto nella nostra azienda o nella nostra attività.
Occorre quindi chiedersi come presentarsi. Da cosa dipende se il nostro cliente ci sceglie o meno. Come possiamo influenzare in modo definitivo la percezione che il cliente avrà di noi, anche in futuro.
E allora, è bene fare attenzione a giocarsi bene i primi secondi ed evitare che un atteggiamento sbagliato condanni la nostra impresa al fallimento.
Fammi vedere come ti vesti e ti dirò chi sei. Ora è stato studiato scientificamente: l’abito fa il monaco. Una personalità forte e intraprendente oppure un animo dolce e riservato vengono svelati a colpo d’occhio.
In conclusione: la prima impressione vale anche per la nostra azienda. Quindi facciamo attenzione: “l’abito non fa il monaco, ma aiuta a riconoscerlo”.
Questo vale per le persone e vale anche per l’azienda. Il logo della nostra azienda non fa il brand, ma aiuta a riconoscerlo.

IL ROMPICAPO DELL’IMPRENDITORE KAIZEN:
Perché battere la concorrenza?
Basta renderla irrilevante!

Perché battere la concorrenza? Basta renderla irrilevante!
Si può fare un circo senza spettacoli circensi?
Si possono mangiare patatine fritte senza friggerle?
Parliamone!?
Per approfondire vedi il programma dei corsi proposti da TER Consulting
1. corso IL PIANO DI MARKETING
2. corso MARKETING INNOVATIVO E NEUROMARKETING