COME COINVOLGERE EMOTIVAMENTE I CLIENTI CON IL MARKETING ESPERENZIALE
Per far fronte alla perdita di potere di persuasione da parte del marketing tradizionale e convenzionale, oggi il marketing fa uso di tecniche di comunicazione “innovative” per presentare i prodotti in modo “alternativo”.
Le forme di unconventional marketing sarebbero in grado di attirare nuovamente l’attenzione del pubblico e permettere una maggiore efficacia del messaggio pubblicitario.
Una delle ultime tendenze è il cosiddetto marketing esperenziale.
Consiste nel coinvolgere emotivamente i clienti e proporre una visione del consumo come una esperienza memorabile che il cliente deve sperimentare.
In questa prospettiva, il processo d’acquisto si fonde con gli stimoli percettivi, sensoriali ed emozionali.
Lo possiamo riscontrare, per esempio, in alcuni slogan nei quali il prodotto viene collegato ad un certo tipo di esperienza da far fare al cliente.
Uno spot tra i più famosi recita “Tutto è meglio con Coca-Cola”. L’azienda vuole associare il prodotto ad una esperienza emotiva.
Coca-Cola basa, infatti, le campagne di marketing non sulla vendita di una bibita dissetante e piacevole, ma sulla vendita di emozioni come: la felicità, una vita spensierata, i ricordi delle vacanze.
Un altro esempio di marketing esperenziale è il “Just do it” della Nike e si capisce come richiami ad una esperienza fisica. Lo spot spinge il cliente oltre il suo limite.
Anche lo slogan della Apple “Think different” associa il possesso del prodotto ad una esperienza nuova, di tipo relazionale, che soddisfa il bisogno di appartenenza. Su questa scia Apple ha creato vere e proprie community di appassionati ed ambasciatori.
Una curiosa pubblicità che si ispira al marketing relazionale è “Zalando Party” della Zalando, uno spot che richiama all’esperienza sensoriale del toccare con mano capi d’abbigliamento, provarli e poi restituirli.
Nell’ultimo trend Zalando si vedono teenager che ordinano montagne di vestiti e scarpe per celebrare un party. A festa conclusa rispediscono indietro tutto. D’altronde in tutta Europa i clienti possono riconsegnare la merce entro quattordici giorni.


Durante una riunione di lavoro i componenti del team hanno diversi approcci alle situazioni da affrontare riguardo le procedure, i metodi di lavoro, i tempi e il budget necessario.
Ognuno di loro avverte perciò uno stato di tensione nel momento in cui riscontra bisogni, desideri, impulsi e motivazioni contrastanti.
Nasce così un conflitto organizzativo, una situazione che negli ambienti di lavoro è all’ordine del giorno.
Le persone percepiscono incompatibilità di pensiero o comportamento con gli altri nell’attuazione e o condivisione di progetti, piani di lavoro e obiettivi.
Nelle discussioni più accese volano espressioni vivaci: “Tu non capisci niente!”
Come affrontare queste divergenze e dissapori?
Come risolvere questi conflitti di opinione?
Per approfondire vedi il programma dei corsi proposti da TER Consulting
1. corso IL PIANO DI MARKETING
2. corso MARKETING INNOVATIVO E NEUROMARKETING